Argolis - Dispersi nel Peloponneso

“Argolis”
Dispersi … nel Peloponneso.

Inverno 2005-2006 siamo attorno ad un tavolo dopo una serata passata a lavorare in struttura e s’inizia per caso a parlare di ferie, molti interrogativi e poche certezze … quando partire? chi viene? e soprattutto dove andare?
Parte la difficile ricerca di una località calda visto che la partenza sarà verso fine maggio e di freddo sicuramente né avremo patito abbastanza; magari dove si possa coniugare mare, arrampicata e divertimento.

Di località così n’è pieno il mondo, ma noi falesalpinisti disponiamo di una sola settimana lontano da famiglie e donne …!
La Grecia è tra le prime località che ci vengono in mente visto che Spagna e Francia sono già state scartare; Meteore e Kalymnos sono tra i luoghi più famosi d’arrampicata, scartiamo le Meteore purtroppo lì non c’è il mare, Kalymnos è un’isola … quindi circondata dall’acqua è famosa per la roccia, ma i vari cambi d’aereo e traghetti (ed il costo) ci fanno desistere.

La nostra attenzione cade così grazie anche ad un link trovato su internet ad una zona del Peloponneso, dove più precisamente nella regione di Argolis sembra che qualcuno abbia chiodato delle falesie.
Cercando meglio troviamo informazioni interessanti, ma nulla di veramente chiaro, così alla fine quello che troveremo resterà una sorpresa.

Scelto il posto bisogna arrivarci e questo è un altro problema (quanti c’è né sono da risolvere !!) oltre che l’alloggio … son ferie d’altronde!
Tramite le agenzie recuperiamo varie offerte (le chiamano così …) su voli alberghi e alla fine troviamo il tanto cercato “pacchetto del turista no fai da te” abbastanza conveniente che comprende volo e villaggio turistico con formula all inclusive, insomma abbiamo risolto tutti i problemi in un colpo solo!

Partiamo da Vicenza, direzione Malpensa, arriviamo appena in tempo al check-in, dove ci fanno notare che i nostri bagagli sono troppo pesanti, corrompiamo le hostess prima con sorrisi Durbans, ma visto l’effetto optiamo per sane lacrime e riusciamo a salire sull’aereo, o per così dire, viste le dimensioni (speriamo che riesca a partire!).

Arriviamo ad Atene e c’imbarchiamo sul pullman che ci porterà al villaggio a Porto Heli, la nostra destinazione finale che dista da lì circa 200 km.
La prima parte del viaggio si svolge in autostrada fino al canale di Corinto, poi inizia un’ interminabile strada tortuosa con continui saliscendi (aiuto !!) che sembra non finire mai.
Arriviamo dopo quattro ore a destinazione abbastanza sfiniti … non né possiamo più!!

Ci sistemiamo nelle camere che ci hanno assegnato e il primo impatto non è dei migliori, diciamo che la pulizia è un’altra cosa, così come l’arredamento!

C’è da poco passata la nausea ch’è già ora di cena, andiamo sulla terrazza dove si gode una magnifica vista sul mare, finalmente un punto a favore del villaggio.
Il dopo cena ci vede concentrati a pianificare la settimana e per iniziare decidiamo di noleggiare gli scooter per trovare le falesie. L’indomani dopo colazione andiamo a prendere le nostre moto superfiche, … mah … forse c’è un errore troviamo ad aspettarci due cessi di scooter e un motorino a marce di produzione siberiana presumo visto che forse lo usava Stalin!!
 
Riusciamo in qualche modo a partire ed è meglio prestare attenzione alla guida perché i mezzi non sono proprio il massimo della sicurezza, perdono pezzi; per non parlare del mostro a marce … ma come c…. funziona!!

Ci dirigiamo al passo Didyma ben visibile da lontano anche per la presenza di numerosi impianti eolici, imbocchiamo una stradina che aggirando tutto il monte (1100mt slm) ci porta fino alla cima dove oltre allo stupendo panorama, ci aspetta il parcheggio da dove in pochi minuti raggiungiamo la prima falesia .

Non perdiamo tempo e arrampichiamo, ma il sole è alto nel cielo blu, abbandoniamo l’idea forse è meglio il pomeriggio! Riprendiamo i nostri rottami di scooter, pronti partenza e … basta visto che il mostro a marce è impossibile guidarlo.
Per strada facciamo una deviazione per Caves of Frachiti falesia che si trova vicino ad un sito archeologico e ad una bellissima spiaggia deserta, l’ambiente è molto suggestivo, quanto gli spit distanti … le vie sono per la maggior parte progetti di chissà chi … vabbè oggi abbiamo arrampicato poco, ma almeno ci sfoghiamo con gli scooter e via a manetta verso il villaggio.

Sono già tre giorni che siamo qui e forse meglio cambiare mezzi, salto di qualità da due a quattro ruote; possiamo così permetterci di visitare meglio sto’ Peloponeso. Ma cosa vorrà mai dire poi …..

Andiamo a Naplion antica capitale della Grecia, non per visitarla, ma per cercare la falesia di cui tanto parla un link di internet. A Naplion in breve tempo troviamo le falesie, il sentiero d’avvicinamento è praticamente nullo, la falesia lascia molto desiderare, sporcizia, rifiuti, arbusti, piante, scritte sulla roccia … insomma sembra che qui venga gente più a farsi che a fare …
Delusi e schifati andiamo via, ci spostiamo non molto lontano a Neraki che si trova a venti minuti di cammino; l’ambiente cambia, piccola baia , mare stupendo e appena sopra una piccola falesia.
Ma cosa vuoi di più dalla vita?! L’arrampicata è elegante su di uno splendido calcare, le linee assecondano la parete che non finisce più; ma anche qui il sole ci blocca dopo poco e siamo costretti a tuffarci in acqua per sbollire.

L’ora è tarda e decidiamo di abbandonare per fare due vasche nel centro di questa città; forse non cogliamo la giusta atmosfera di Naplion e dopo un mega gelato l’abbandoniamo, per dirigerci a provare l’acustica del famoso teatro di Epidauro che si trova sulla strada di ritorno.
La routine delle ferie inizia a farsi sentire, il dopocena è magro poche donne, sia dentro al villaggio che fuori nella città di Porto Heli che in questo periodo da più l’impressione di essere un convento che una località turistica! Cavolo quest’anno è andata molto male e oltretutto abbiamo la vaga impressione di essere un po’ fuori … dal mondo!

 

Quarto giorno sveglia!! In camera abbiamo compagnia, … due zanzare che mettono in crisi Stefano, nel bagno una comitiva di formiche che passeggia e per completare il quadretto da mulino bianco lo scaldabagno è andato a …..
Vabbè … dopo la solita colazione tastiamo l’aria e la temperatura che si aggira sui 38c°, cambiamo strategia via le scarpette e prendiamo le pinne. Dopo pranzo torniamo alla falesia del primo giorno dove con l’ombra riusciamo a sfogare tutta la nostra voglia di arrampicare, proviamo tutte le linee che ci sembrano fattibili, intanto non c’è nessuno!

Un’altra sveglia e un altro giorno, oggi vita da villaggio, proviamo tutte le attività messe a disposizione degli ospiti. Qualcuno con poca fortuna tenta il windsurf … mentre io e Gigi ci immedesimiamo in due Pellerossa che con l’arco devo pigliare il cowboy bianco, ma la nostra mira è da “terrorismo” e gli animatori molto simpatici ci indirizzano verso altre attività.
La barca a vela per esempio dove apprendiamo le elementari nozioni sulla navigazione … bisogna cambiare ogni tanto!

 

Sesto giorno il tempo vola e la voglia di visitare altre falesie ci porta ai settori di Pillars of the Wind, vaghiamo su strade deserte e polverose che sembrano fatte apposta per un rally, ma il fondo sconnesso e l’utilitaria in nostro possesso non sono proprio l’ideale … (200 metri 3 - - subito destra 4 + + 100 metri tornante 2 + ….), ogni tanto intravediamo all’orizzonte qualche scoglio di roccia che c’incuriosisce, ma il gran caldo e la complessità dell’avvicinamento ci fanno rapidamente cambiare idea.

Troviamo finalmente il cartello con le indicazioni per Katafyki, ci infiliamo in una stretta stradina tra gli ulivi fino a quando un canyon dove ci sono delle grosse pompe per l’acqua ci blocca la strada, scendiamo fronte a noi si trova un’enorme parete chiodata, l’ora è più da pranzo che da arrampicata e ripromessi di tornarci con la pancia piena torniamo sulla strada principale per cercare una trattoria, finiamo a Ermioni vicino al porto, dove gustiamo un buon pranzo; ritorniamo alla falesia e con la brezza e l’ombra del pomeriggio iniziamo ad arrampicare su roccia stupenda. 
Trascorriamo l’intero pomeriggio appesi alle corde e quando ormai il sole inizia ad andarsene noi lo seguiamo e torniamo al villaggio.
Prima consegniamo l’auto, il noleggiatore ci guarda per capire se tra noi c’è anche “Miki Biasion” la macchina infatti ha 3 cm di polvere su tutta la carrozzeria.

Finalmente doccia, ma anche stasera lo scaldabagno non né vuole sapere …
Dopo cena colti da crisi per mancanza di sostanze femminili ci facciamo travolgere dall’animazione del villaggio che al contrario di altri nostri viaggi qui è molto viva e organizza divertenti spettacoli e giochi.

Ultimo giorno …, la mattinata dopo la preparazione dei bagagli la passiamo in spiaggia, poi dopo pranzo saliamo sul pullman che ci porterà ad Atene.
Il viaggio si prospetta come all’andata … in poche parole infinito … per fortuna ci fermiamo di nuovo a sto c.… di canale di Corinto dove durante la sosta approfittiamo guardarci un po’ attorno e scattare qualche foto.
All’aeroporto di Atene dobbiamo attendere anche il nostro aereo che ha un po’ di ritardo, ma niente di grave visto che l’aereomobile che ci porterà a casa è vuoto e possiamo occupare 2-3 sedili a testa che figata!!

Durante il viaggio rifletto sulle tranquillissime ferie appena trascorse, forse un po’ troppo tranquille, certo la località non ha certo contribuito, … mah n’è valsa la pena di arrivare sin qua? Si , no , boo!!!
Non so che dire, le falesie visitate sono belle, tranne Naplion, roccia ottima itinerari di varie difficoltà, accessi facili, e ben indicati, avvicinamenti brevi, chiodatura ottima a spit, poca gente, insomma i numeri giusti questa destinazione c’è lì ha, però è mancato qualcosa, l’atmosfera forse!
A chi mi chiede se vale la pena di fare tanta strada per venire qua posso dire che vale sempre la pena, falesie come Neraky , Didyma e Katafyki meritano sicuramente una visita, sono posti tranquilli e fuori mano qui tutto è tranquillo e si svolge con molta molta calma .
Inoltre se si vuole si può abbinare l’arrampicata al mare e alla Grecia vera, cioè a quella ch’è stata la culla della civiltà per molti aspetti … se invece qualcuno parte con l’idea di arrampicare e divertirsi è meglio che opti seriamente per un’altra meta!

Ma poi chissà cos’è sto Peloponeso?!!

 

 

Luca De Col - giugno 2006

Hanno partecipato al viaggio: Gigi, Luca, Stefano


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