Palma di Mallorca - Resoconto semiserio di una settimana di arrampicata e non solo nella più grande isola delle Baleari

Chalk&Sea
Il resoconto poco serio di una settimana di vacanze a Palma di Mallorca ...

Eccomi qua, finalmente mi posso distendere sul letto, per quanto un viaggio è breve, ne porto sempre le conseguenze per più di qualche ora!
La camera è carina, lo stile è molto Ispanico e anche se l’aria che si respirava nell’hall era quella da grand hotel, davanti a quest’arredamento penso che già 2 stelle per questo hotel sono troppe.
In compenso il terrazzino è fantastico e la visuale è splendida, la baia anzi la Cala che abbiamo davanti è meravigliosa.

Svuotare la valigia per sistemare le proprie cose è una liberazione, è il segnale che ora inizia la vacanza, non importa poi se metà della roba che ti sei portato resterà dentro perché non c’è abbastanza spazio per tutto, l’importante è che sei qui … in ferie lontano da tutto!
Dopo aver terminato di sistemare le proprie cose esserci ripuliti, collaudiamo la sala ristorante.
Nella sala da pranzo c’è il buffet, so benissimo che per non farci riconoscere già il primo giorno e non far figure, dovremo prendere un solo piatto per volta, questo significa scegliere, eh come si fa a scegliere quando hai talmente tante cose buone davanti, d’altronde i piatti sono piccoli, così siamo obbligati a fare più volte su e giù ed ogni volta con un differente piatto guarnito da salse che di normale non hanno nemmeno il colore, ma come poi capiremo più avanti, il buffet sotto sotto è molto utile!

Ma torniamo un po’ ai compagni di viaggio, solitamente un gruppo affiatato in altre parole 5 maschi, vuol dire ferie DOC, garantite, è impossibile non divertirsi. 
In effetti, la nostra banda è mixata perfettamente, 2 quarantenni, 1 trentenne e 2 ventenni; abbiamo un range di rimorchio elevato, teoricamente non ci può sfuggire nessuna donna escludendo naturalmente le minorenni e le over 50; insomma siamo il gruppo perfetto.

Cala Marsal; finalmente riesco a leggere il nome del nostro hotel, di sicuro è anche il nome della baia dove sorge; non avevo notato all’arrivo, ma ora da lontano l’architettura è familiare, mi ricorda qualcosa, bah … procediamo per il centro della cala sperando di trovare qualcosa d’interessante, camminiamo serrati, scrutando nei pub e nelle cicchetterie qualche presenza femminile, ma la nostra ricerca è vana!
La domanda nasce spontanea siamo sicuri di essere nel posto giusto?
Finalmente il centro, vari locali tutti affacciati sulla piazza e … no non ci possono credere, tutti con la tv accesa, o mio Dio tutti che stanno guardando partite di calcio.
Sono in un girone Dantesco, sono in ferie nell’isola più grande delle Baleari, non c’è traccia di una ragazza, e se non basta mi ritrovo dentro una bolgia d’Ispanici malati di calciofilia!

Giuro la ragazza dell’agenzia al mio ritorno avrà vita breve, “località collaudata, divertimento, ….” ma cosa ci ha rifilato, a cena mi sembrava di stare in un reparto di geriatria e ostetricia!!
No qui c’è qualcosa che non va, torniamo in hotel a vedere la “collaudata animazione” cosa ci riserva, ma mi bastano due minuti per capire che più che animazione qui servirebbe la rianimazione! 
Andiamo a letto, la notte porta consiglio e disteso sul letto riesco a leggere un po’ di pagine del libro che ho acquistato in aeroporto l’autobiografia di Catherine Destvinelle. Notte e speriamo bene!

Non c’è bisogno di sveglia alle 8 passate siamo in piedi e pronti per una colazione che ci auguriamo sia abbondante!!
L’argomento principale riguarda le uniche 2 ragazze che siamo riuscite a rimorchiare la sera prima, per fortuna … i programmi della giornata riguardano una spedizione alla ricerca di una falesia che la guida descrive bene, ma prima visto la nostra stanchezza più mentale che fisica decidiamo di andare in spiaggia ad assaggiare il mare di Palma.
N
el frattempo la nostra compagnia di viaggi mi ruba un’ora elencandomi tutte quelle escursioni che sono impedibili soprattutto per l’onestissimo prezzo, narrandomi anche tutte le potenzialità della struttura in cui siamo alloggiati, insomma “spara parecchie cazzate”. Si, capisco è il suo lavoro, ma nascondere le bugie con delle mezze verità m’infastidisce visto anche l’umore del giorno precedente, che non riesco a togliermi di dosso.
Mentre ascolto la presentazione, scruto la popolazione di turisti, la maggior parte sono famiglie con marmocchi in preda a crisi da assunzione di stupefacenti, alcune coppie e qualche single. Mentre commento con Gigi ci servono dello champagne, … alle 10.00 di mattina mi offrite dello champagne, e a mezzogiorno trovo gin a tavola?
Ancora stranito dalla mattinata, cerco di capire lo schizzo della guida per accedere alla falesia che orami è da mezz’ora che stiamo cercando. Non riesco a capire se siamo noi a non capire, o è lo schizzo ad essere uno schifo. La seconda che ho detto! Dopo vari giri, un ometto di sassi al bordo della strada ci fa capire che potrebbe essere un segnale. Finalmente l’umore cambia come il cielo che non è più cupo come la mattina, parcheggiamo … zaini in spalla e inizia l’avventura.
Le cazzate non si sprecano e più di mezz’ora a piedi passa in un attimo, arriviamo dentro il canyon e pregustiamo già quello che ci aspetta! Mare ... roccia ... una coppia che prende il sole integralmente …. cosa vogliamo di più!
Non perdiamo un minuto e iniziamo ad arrampicare, non c’importa dei gradi della guida saliamo seguiamo gli spit fino alla catena, la visuale è splendida il posto è splendido … vorrei restare lì!
Fare sicura al compagno che arrampica e avere il mare che ti accarezza i piedi è una sensazione unica, siamo liberi; la foschia che copriva i nostri occhi finalmente è scivolata via, cominciamo a realizzare le potenzialità del posto.

A cena decidiamo di allargare il nostro tavolo e accogliamo con noi due ragazze romane.
La tavola e rotonda, ma noi non assomigliamo molto a dei cavalieri; in compenso l’umore è alto e non facciamo altro che ridere, una battuta tira l’altra e mi rendo conto che abbiamo molti sguardi addosso! Il primo brindisi con del vino Cala Marcal suggella definitivamente l’inizio ufficiale delle nostre ferie, da questo momento in poi non avremo più nelle nostra settimana un minuto di noia!

Mi appoggio alla fredda parete di marmo ancora assonnato, nella attesa che l’ascensore arrivi; non sono pigro, ma 14 rampe di scale alla mattina sono pericolose da percorrere, poi l’ascensore permette di trovarsi in situazioni particolari! Mentre sono appoggiato Lorenzo mi fa notare la planimetria con le uscite d’emergenza, ma che forma ha questo hotel, sembra no non sembra è un …. completo!!

Oggi in programma c’è una lunga escursione, puntiamo verso la punta nord-est dell’isola vale a dire verso il Formentor che secondo i locals è uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti dell’isola.
Partiamo fortunatamente con due auto, la strada si preannuncia lunga, ma non siamo affatto spaventati, finalmente vediamo un po’ di questa meravigliosa isola.
Il viaggio è piacevole, la musica che ci accompagna fa da sottofondo alle nostre risate, il paesaggio attorno a noi è molto vario, resto un po’ deluso dall’abbandono di alcune aeree che mi ricordano qualche viaggio di lavoro nella nostra bell’Italia, ma poi il mare, la costa e le montagne all’orizzonte mi fanno scordare le brutture del percorso.
Arriviamo sul promontorio del Formentor, siamo nel posto perché troviamo 3 pullman di tedeschi tutti presi a far foto ricordo, anche noi ci sentiamo turisti per caso e scattiamo verso il dirupo pronti a immortalarci in foto da copione.

Con la guida in mano iniziamo le ricerche del sentiero che porta in falesia, ma anche qui ci rendiamo conto che la guida fa schifo, non riusciamo a capire gran che. Tutto bene quel che finisce bene e dopo un’ora troviamo la falesia!
Non perdo tempo e con Luca m’infilo in uno spettacolare diedro dove trovo un bong incastrato come protezione. No questo non serve per fumare …
La roccia è stupenda, ma capire le vie non è molto semplice; così dopo aver provato pochi tiri, decidiamo di dirigerci verso la Cala del Formentor; lo scenario è da mille e una notte, e quando arriviamo nella baia nel primo pomeriggio restiamo incantati dalla tranquillità e dalla bellezza del posto.

La giornata volge al termine e dopo il lungo viaggio di ritorno non vedo l’ora di rilassarmi sotto una bella doccia fredda, come ogni sera dopo mi sdraio in terrazza a rilassarmi e parlare della giornata passata. Oggi non mi sono proprio entusiasmato, il luogo dove eravamo era troppo mistico, ma non poterlo vivere non mi fatto destare emozioni particolari.
A tavola il feeling è perfetto riusciamo a destare l’attenzione di parte della sala e la nostra scelta del tavolo affacciato sulla baia è molto romantica.
In verità inizio a capire che il buffet è il modo migliore per approcciare con le ragazze, inoltre si riescono scorgere i nuovi arrivi, dalle facce spaesate, catalogandoli come M.P.S.

Sono solo 3 giorni che siamo in questo albergo, ma il dopocena è già un rito, ci avvinghiamo attorno ad un tavolo nel giardino del bar e restiamo quasi 2 ore a ridere e scherzare, accompagnati da un espresso servito come nei peggiori bar di Caracas e da un amaro che dopo il vino preso a tavola ci aiuta a non restare sobri.
Le giornate volano, noi pure visto che già mercoledì sera usciamo dopo cena in 8 maschi e qui di 15 femmine! Mi sento quasi a disagio, l’inferno Dantesco del primo giorno si è tramutato nel Decamerone di Boccaccio! Ora sarei ben lieto di congratularmi con la ragazza che ci ha consigliato il viaggio!
Spaziamo per tutta l’Italia, Como, Milano, Bolzano, Roma, Reggio Calabria, Palermo … mi sembra di sognare a occhi aperti, ci sono persino persone che ci chiedono se siamo noi gli animatori dell’hotel! ... No mi spiace, ma quasi quasi potremmo farci assumere sai che gran successo!

Al ritorno in hotel facciamo una riunione straordinaria di camere: troppe donne, tanti guai, dobbiamo fare selezione ... giovedì mattina andiamo in una Cala magica, Cala Santanyi.
La mia urgenza è quella di arrampicare, ho bisogno di toccar roccia e passo tutta la mattina e parte del pomeriggio ad accarezzare il calcare del promontorio che abbiamo scovato.
Fantastico, resto senza parole e come se non bastasse quando mi sento esausto mi tuffo in acqua, dove poi con i ragazzi giochiamo a pallone fino a sfinirci.

Alla sera in camera mentre mi rilasso, chiudo gli occhi e sento ancora il profumo della roccia e poi il colore dell’acqua, la sabbia … per la prima volta fatico a ordinare le mie emozioni!
Già venerdì, la settimana è volata e inizio a realizzare che siamo agli sgoccioli. 
Oggi si torna alla magnifica Cala Magraner dove siamo andati il primo giorno, ma oggi siamo al gran completo … Tutto va per il meglio e quando ormai il sole inizia a calare mi rattristo un po’ so già che forse non vedrò più questa spiaggia, non toccherò più questa roccia è una lacrimuccia mi solca il viso.

Per dimenticare la vicina partenza, alla sera usciamo e ci dirigiamo vero Cala D’or, "la Jesolo" nei dintorni, a divertirci e come sempre non ci smentiamo, facciamo un casino che tiene in vita il locale per un gran po’, poi i barmans ci affascinano con un focoso spettacolo di molotov acrobatico che riscalda gli animi e secca le gole!!
Sono esausto e non ricordo precisamente quanto ho bevuto, per fortuna arrivo in hotel sano e salvo e appena mi sdraio sul letto mi addormento col sorriso sulle labbra.

Sabato incredibilmente mi sveglio senza emicrania, ma so già che orami la vacanza è finita.
Passiamo la mattina in piscina e il pomeriggio ci dirigiamo verso la capitale dell’isola: Palma.
No comment.

L’ultima sera prima della partenza, … salutiamo tutte le ragazze che ci hanno accompagnato in giro per l’isola, con cui siamo usciti a festeggiare, che si sono divertite con noi. 
Verso l’una mi accingo a preparare la valigia visto che alle tre dobbiamo lasciare l’albergo. 
Finisco la valigia e riesco a dormire un’ora poi alle tre scendiamo in hall dove tutti aspettano il pullman, occhi crepati e sguardi assonnati il viaggio si preannuncia molto pesante!
Finalmente lasciamo l’hotel, se fossi restato lì ancora qualche giorno non so se poi sarei riuscito a tornare a casa!

E’ mezzogiorno e arriviamo a Costabissara, dopo vari vicissitudini, eh si ... le ferie sono definitivamente concluse, scendiamo dall’auto e scarichiamo i bagagli, restiamo tutti in silenzio, siamo consapevoli dell’irripetibilità della settimana appena trascorsa.
Stretta di mano sguardo fisso e sorriso fra i denti … ci salutiamo ed io resto solo, seduto sopra la valigia; sono ancora frastornato, ma sto bene. Mentre aspetto rifletto e capisco che non solo ho passato una vacanza splendida, ma ho trovato quattro veri amici.


Dino Arbori - giugno 2005

Hanno partecipato al viaggio: Dino, Gigi, Lorenzo, Luca, Stefano

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