Ibiza - Arrampicare nell'isola hippy ...

Ibiza
Arrampicare nell’isola hippy …

Quando si sente parlare di Ibiza la prima cosa a cui pensa sono il mare e le mega discoteche dove si balla sino al sorgere del sole.
Ma Ibiza non è solo questo, … è anche un’isola dove arrampicare in posti affascinanti con il mare ai vostri piedi, avete capito proprio bene … arrampicare!
Ibiza fa parte delle isole Baleari insieme a Maiorca, Minorca e Formentera la più piccola; frequentarla d’estate è un suicidio, vi trovereste nel centro del caos, spiagge affollate, notti all’insegna della sfrenatezza, colorate da personaggi stravaganti ed eccentrici di tutti i tipi e nazionalità.
Invece fuori stagione, come nelle altre località balneari, tutto cambia o quasi … le bellissime spiagge e le calle ritornano tranquille e disabitate, il clima è più mite e tutto assume un’aria diversa.
I variopinti paesini sparsi nell’isola, come i classici mulini a vento, fanno ritrovare la pace e la tranquillità interiore.
Discorso ben diverso per Eivissa la capitale, vero centro strategico e nevralgico dell’isola degli hippy.

Torniamo alla nostra storia … nel giugno del 2004 attratti da un articolo trovato all’interno di una rivista di arrampicata, abbiamo deciso, complice anche il prezzaccio di una vacanza all inclusive nell’isola, di volare a Ibiza con la speranza di trascorrere una vacanza arrampicatoria diversa dalle solite.

Arriviamo all’aeroporto di Ibiza verso sera e dopo il recupero dei pesanti bagagli ci trasferiamo verso il nostro albergo, che si trova a Cala Tarida nella parte est dell’isola distante circa 20 km dalla capitale Eivissa.

Il primo giorno ci alziamo pronti per scoprire l’isola, prima però dobbiamo perdere del tempo per sbrigare le formalità in albergo, ma subito dopo partiamo … partiamo con cosa?!!
La prima cosa da fare in assoluto ad Ibiza è noleggiare una macchina, magari contrattando un po’ sul prezzo; d’altronde senza macchina non si può visitare l’isola alla ricerca delle falesie!
Per restare in tema con l’isola noleggiamo una seat Ibiza che per tutto il periodo della vacanza, testeremo sulle tortuose strade di Ibiza.
Nel noleggiare una macchina ricordatevi appunto che le strade che portano alle falesie sono perlopiù strette, tortuose, sterrate e con parecchi dossi … un fuoristrada non sarebbe una brutta idea, ma se invece vi accontentate di un’auto abbiate l’accortezza di perlustrate il percorso a piedi quando la strada si fa troppo stretta …
Fin da subito ci rendiamo conto di una cosa, Ibiza è piccola, le sue dimensioni sono 41 km di lunghezza e 21 km di larghezza il che la rende facile da percorre, ma non da scoprire!
Appena usciti dalle principali vie di comunicazione ci si trova in un dedalo di stradine che portano nei posti più selvaggi e remoti che ci si possa immaginare.
Dopo vari tentativi, cercando anche la collaborazione dei locals, (molti di loro non sanno cosa sono le falesie!!) arriviamo finalmente ad una falesia.
La nostra attenzione ricade subito da un monolite appuntito che spunta dal mare a poca distanza dalla costa, si chiama Es Vedra e vi si trovano diverse vie anche multipich, ma per arrivarci ci vorrebbe una barca, questa è la causa della sua scarsa frequentazione.
Lì vicino si trova forse la più conosciuta falesia dell’isola, Budda che prende il nome da una pittura rupestre disegnata su un masso, ci arriviamo dall’alto per un facile sentiero; non aspettiamo un minuto, ci imbraghiamo ed iniziamo ad arrampicare su un ottimo calcare, la chiodatura è generalmente buona a parte qualche fix corroso dalla salsedine.
All’ inizio della falesia troviamo le vie corte e facili più avanti le vie si fanno più lunghe, ci sono itinerari anche di quattro tiri, fino ad un settore di strapiombi che abbiamo cautamente evitato.
La nostra maggiore difficoltà è dovuta alla completa mancanza d’informazioni, riguardanti i percorsi, non abbiamo guide e non ci sono nomi o gradi alla partenza delle vie, solo file di fix che salgono verso l’alto.
(Solo l’anno scorso siamo riusciti a trovare una guida inglese che raccoglie tutte le falesie delle Baleari, Ibiza compresa sigh sigh...!)
Nonostante il periodo il sole verso mezzogiorno comincia a farsi sentire, arrampicare ad Ibiza a giugno e come arrampicare a Lumignano in agosto, l’unica possibilità di resistere e poter bere molto e spesso, per fortuna c’è anche la brezza del mare che ci solleva un po’ dal caldo!
Verso il tardo pomeriggio rientriamo in albergo, una doccia rilassante un’abbondante cena e via verso il centro di Eivissa.
Inoltrati nel centro storico della città cerchiamo la famosa Movida di Ibiza; negozi, bancarelle artigianali e microdiscoteche disseminate ovunque ci fanno capire che l’abbiamo trovata.

Ma non siamo venuti qua a cercare la Movida, quindi il giorno successivo torniamo nella falesia del giorno prima, entusiasti proviamo ad arrampicare su un nuovo settore dove ci sono le vie a più tiri.
Arrampichiamo arrampichiamo … dopo quattro lunghezze arriviamo sulla sommità della falesia dove ci godiamo un ottimo e meritato panorama, e dopo tutta questa faticaccia riscendiamo per un facile sentiero sino alla base della falesia.
Ibiza è anche l’isola delle lucertole anzi dei geki che si trovano ovunque, ma non temete, sono loro che si spaventano a morte vedendovi! 
Ritorniamo in albergo e guidati dal nostro istinto topografico, proviamo a cambiar strada; i cartelli stradali e riferimenti sono scarsi, soprattutto nelle vie secondarie, così ad ogni incrocio discutiamo mezz’ora per scegliere da che parte andare …
Alla sera andiamo a Sant Antoni altro centro importante dell’isola, situato a nord-ovest, frequentato perlopiù da inglesi e tedeschi.
La prima cosa che incontriamo al centro del paese è una scultura denominata “l’uovo di colombo” ci inoltriamo poi alla ricerca di vita … notturna.

Al terzo giorno ci accoglie una sorpresa, il cielo è coperto di nuvole e sembra proprio che voglia piovere.
Decidiamo di trascorrere la giornata come i “tedeschi sessantenni” e ci dirigiamo verso il nord dell’isola a visitare qualche nuovo scorcio di Ibiza magari cercando qualche nuova falesia, seguiamo le indicazioni per Sant Miguel dove si trova appunto la falesia di Jolibut, ma dopo svariati tentativi su stradine strette e ripide che ci portano in zone solitarie e selvagge, decidiamo che non è giornata e rientriamo con una leggera pioggia che ci accompagna. 

 

Quarto giorno, oggi è rispuntato il sole, ma non si arrampica facciamo nuovamente i turisti e andiamo a Formentera l’isola più piccola delle Baleari, la vera isola degli Hippy.
Negli anni passati Formentera non era molto conosciuta ed era abitata soprattutto da giovani hippy e da comuni che vivevano molto liberamente, ma questa mentalità è stata oggigiorno uccisa dal turismo di massa che ha trasformato questi figli dei fiori in abili commercianti di cianfrusaglie; in ogni modo l’isola è restata molto “free” non è difficile imbattersi in spiagge di naturisti (quasi tutte), oltre al fantastico mare non sono da dimenticare gli ottimi ristoranti e la bellezza delle spiagge!
Dal porto di Ibiza, con l’aliscafo in circa mezzora si raggiunge Formentera, costituita da due altopiani collegati fra loro da un istmo e da un mare con le spiagge più belle che si possano immaginare.
Arrivati sull’isola affittiamo due scooter e scorrazziamo per le stradine; 16 km da un capo all’altro, fino al faro sulla scogliera di Cap de Barberia, poi di nuovo in sella e via verso l’altra estremità dell’isola dove si trova un secondo faro.
Le poche persone che incontriamo durante il giorno rendono questo luogo selvaggio e solitario; lontano dalle resse estive le spiagge e il mare regnano sovrani su tutto.
A pomeriggio inoltrato abbandoniamo Formentera, ma durante il ritorno in aliscafo Ibiza ci regala uno splendido tramonto, che incornicia la fantastica giornata.

Gli ultimi giorni di ferie li trascorriamo sempre nella solitaria falesia di Budda, solitaria perché siamo sempre da soli, arrischiandoci in itinerari che ci sembrano adatti alle nostre capacità verticali.
Le ferie son finite è ora di rientrare, facciamo appena in tempo ad acquistare qualche souvenir e ad imbucare le cartoline, salutiamo gli animatori che a malapena ci hanno visto nell’albergo, il personale dell’albergo sempre gentile e disponibile e poi via all’aeroporto.


Bhe … a chi di interessa ripetere la nostra vacanza, consigliamo di programmare il viaggio ad Ibiza durante la tarda primavera o tarda estate, è vivamente sconsigliata l’isola in estate, troppo caldo per arrampicare, troppi turisti per godersela e naturalmente più cara nei prezzi.
Con un po’ di pazienza, troverete pacchetti turistici molto convenienti.
Arrampicare nell’isola non è difficile, la maggior parte delle falesie si trovano a nord tranne appunto quella di Budda situata ad est.
Le vie sono attrezzate, fate attenzione ad alcune protezioni vecchie ed arrugginite, le vie hanno uno sviluppo di circa 20-30 mt, ma consigliamo la corda da 70 mt (non si sa mai) che è utile nel caso di vie a multipich; alcune riviste d’arrampicata hanno pubblicato articoli su Ibiza, ma consigliamo di acquistare la guida ?????? per avere un maggior numero d’informazioni e godersi più falesie.
Portatevi sempre molta acqua, se andate ad arrampicare tutto il giorno, dato che nell’isola scarseggia, noleggiate un’auto necessaria per raggiungere le falesie e girare l’isola e attenzione a non lasciare mai nulla all’interno in vista perché i furti sono frequenti.
Spendete inoltre un po’ di tempo per visitare l’isola, consigliamo di fare un salto anche a Formentera né vale veramente la pena; in ogni caso non scordatevi di immergervi nella vita notturna dell’isola, nei suoi piccoli e grandi centri, nei piccoli strani bar, nelle affollate discoteche … perché in fondo Ibiza è l’isola del divertimento.
Buon viaggio!


Luca De Col - maggio 2004

Hanno partecipato al viaggio: Lorenzo, Luca, Stefano, Valerio

Per informazioni più precise riguadanti il viaggio o per le falesie contattateci o veniteci a trovare in struttura.