|
Qualcuno un giorno mi ha confidato che la cosa più bella, quando arriva in vetta dopo una via, è il momento in cui si toglie le scarpette. Effettivamente, pensandoci, è una bella sensazione potersi togliere le scarpette ultimo modello con ipergrip, 6 numeri più piccole … deve essere proprio bello! Più che stringersi la mano davanti ad uno splendido panorama! Ma questa sensazione deriva perché più di metà via era su cenge zoppe d’erba e camini muschiosi. Sfortunatamente o fortunatamente, la sofferenza per i piedi è un ricordo da falesia e non da vie alpinistiche o multipicht, questo soprattutto per la maggior parte di frequentatori per cui l’arrampicata resta una passione domenicale, o così almeno dovrebbe essere! Non è però escluso trovare arrampicatori con piedi malmessi o, alla peggio, incapaci di procedere per i dolori causati da scarpette troppo piccole su vie lunghe e magari non proprio dure, ovvero dove la scarpetta non fa la differenza. Scrivo questo perché anch’io facevo parte di quella categoria di climber che considerava i 2 numeri in meno della scarpetta come 2 gradi in più, ma non è assolutamente così. Se il sesto grado si superava con gli scarponi non vedo perché ora non si possa fare con un paio di scarpette d’arrampicata della propria taglia! Quindi a meno che non vogliate ripetere vie come “Cani Morti” o “Solo per Vecchi Guerrieri”, acquistate scarpette comode, magari leggermente strette, ma comunque della vostra taglia … già la vita del climber è dura …
Dino
|