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Quante volte vi è capitato sfogliando delle guide o delle relazioni sul web di leggere nelle note “roccia buona”, “roccia pessima”, “roccia ottima” … “roccia per intenditori”! Ma tutte queste espressioni cosa significano; innanzitutto bisogna distinguere la location della via in questione, se siamo su solido granito difficilmente la roccia sarà instabile o pessima, più probabile che leggiamo queste descrizioni in altri luoghi, come nel nostro caso le piccole dolomiti! Ma anche qui si spera che parlando di piccole dolomiti l’apritore di una via riesca a capire e giudicare la qualità della roccia nel momento in cui scrive la relazione! Spesso sento dire che la roccia delle nostre prealpi è pessima, non è assolutamente vero in quanto dipende molto dal luogo e dall’esposizione, vi sono vie sulla stessa cima che in versanti opposti hanno qualità della roccia completamente diverse! Per chi ha iniziato ad arrampicare qui, la roccia delle vie classiche è ottima, grazie anche alle centinaia di ripetizioni, diversamente su vie recenti (10 anni) che spesso non contano altrettante ripetizioni. In questi casi dovrebbe prevalere l’esperienza dell’apritore nell’indicare la qualità della roccia, ma come sempre le opinioni sono soggettive (anche se non dovrebbe essere così), ma ritenere una via divertente su roccia buona a tratti ottima … poi trovarsi quasi 10 tiri su erba, mughi e scaglie instabili, con molte uscite su erba difficili da proteggere, mi sembra di essere preso in giro! Questi accademici apritori dovrebbero indicare nella relazione “consigliata una picca da dry tooling” sarebbe molto meglio!
Dino
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