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LE COSE BELLE SI SA, SI RIPETONO SEMPRE ...

del 18.10.2009

Il 24 di maggio con Ale Andrea ed Amedeo avevamo intrapreso l’avventurosa salita al Monte Brento sulla via “Speranza”.
Avventurosa perché, ci aspettavamo una via poco impegnativa, ben protetta … di tipo classico su roccia buona. 
L’impatto fu duro, quando scoprimmo invece di esser su di una via impegnativa con lunghi tratti sprotetti, su roccia spesso friabile, detritica e con tiri giudicati poi da alpinisti ben più forti di noi di difficoltà fino al 6c in libera 6a in A0 …
Fu una sorpresa, quando scoprimmo, qualche giorno dopo la salita, che Heinz Grill l’apritore della via, ne sconsigliava vivamente la ripetizione in quanto, un enorme frana i cui resti notammo alla base, aveva sconvolto la parete, rendendo alcuni tiri inagibili e molto pericolosi, strappando letteralmente molte protezioni, oltre alla grossa quantità di detriti che si erano depositati sulle cenge. Nonostante ciò riuscimmo a finire la via in un tempo ragionevole sette ore tempo massimo che Grill riportava sulla relazione!
Fu cosi che Ale ed io decidemmo dopo questa fortunosa esperienza di ritentar la sorte su quel mare di placche salendo però la via del “Boomerang”.
18 di Ottobre ancora lo stesso parcheggio ancora la stessa parete.
Oggi il sole non splende nel cielo e l’aria fredda fa presagire una giornata parca di sudore!
Le previsioni non sono delle migliori cielo coperto e vento da nord, ma per ora di nuvole neanche l’ombra.
Alle nove siamo all’attacco, conosciamo la parete perciò il primo tratto di via saliamo slegati in diagonale fin poco sotto la seconda sosta.
Velocemente siamo al primo tiro di sesto, in poche battute a quello successivo.
La roccia è quella del Brento a tratti infida e a tratti così solida da sembrar marmo. L’arrampicata però e dolce mai estrema le protezioni abbondano e l’aria fresca allevia le fatiche.
Solo il fattore tempo suscita in noi qualche preoccupazione non abbiamo molte ore di luce a disposizione ed il rientro è eterno.
Cosi che senza fronzoli e attardamenti corriamo verso l’uscita in conserva sui tratti facili, quando usciamo ci rendiamo conto di aver impiegato cinque ore a percorrer quei mille metri. 
Mentre firmiamo il libro di vetta Andrea e Dino ci chiamano e si offrono di riportaci alla civiltà, accettiamo di buon grado.
Semplice si può definire, una giornata senza intoppi, eppure ad oggi guardano la relazione quel mare di placche incute sempre un certo timore. 
Anche senza regalarci emozioni forti anche questa volta la montagna ci ha voluto dare un grande insegnamento.
A volte i punti di vista cambiano e le cose assumono forme diverse a seconda del lato da cui le guardi. 
Come una montagna non mostra la stessa faccia a sud come a nord anche la vita a volte e diversa rivista dopo vissuta. 
Ho imparato che c’e solo una cosa che da ogni angolazione da cui la guardi non muta il suo aspetto … Un amico non appare diverso da qualunque parte lo guardi!

Per essere vivi non basta Respirare.

Nicola Scapin

 

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Contatti : stefano.vecchiatti@libero.it Telefono + 39 328 4078219