|
Sto scendendo al Passo per l'anello del Re verso sera forse in preda ai fumi dell'alcol e al mio fianco vedo, bellissima, la parete del Baffelan che richiama sempre emozioni e ricordi legati all'arrampicata; alla mia destra, sotto di me, di stende un mare di nuvole: Dio, ma perché devo scendere, io vorrei salire, vedere sempre il sole ... Ripenso al giorno prima: no, non è stata una via di arrampicata, non è stata una delle tante avventure, è stato tutto quello che cercavo, tutto quello che bramavo e pensavo da molto tempo ... Ogni tiro di corda, ogni passaggio, ogni movimento, ogni pensiero, ogni respiro ... vissuto pensando alla storia scritta da una formidabile cordata molto affiatata: Renato Casarotto, un uomo che ha lasciato un'impronta profonda nel mondo alpinistico e Diego Campi, suo grande compagno fidato e ancora oggi in attività. La roccia incute timore, molti chiodi sono vecchi e pieni di ruggine, i passaggi mettono alla prova la resistenza mentale e fisica ... Grazie Diego, che hai trasmesso a Valeria la voglia di arrampicare, di salire; un giorno questa voglia mi è stata trasmessa grazie a lei. Lo sforzo è tanto, la tensione molto alta, ma il sorriso non è mai venuto meno durante la salita, troppa voglia di essere lì, di star già bene e di essere in cordata con un compagno fidato come Dino che dà sicurezza e che ha fiducia in me. Durante il tiro "Arco d'Oro" ci chiediamo: Renato, ma come avevi fatto ad intuire una via così, fino a dove arrivavano le tue capacità? Restiamo senza fiato, anche perché il tiro è veramente impegnativo ... Arriviamo ai mughi, termine della via, visibilità a tratti scarsa, molta umidità e vento freddo mentre attendiamo Matteo e Giulio, ma non ho voglia di coprirmi, abbiamo raggiunto la meta, la gioia è tanta che mi verrebbe da gridare, ma tengo le emozioni dentro me e rischio l'implosione. Ancora adesso sento che le emozioni vissute, la voglia di salire, di far fatica, di arrivare, non possono essere tenute dentro me ...
Andrea Segato
|