Cenni morfologici

Cenni morfologici

Il 70% del comune di Costabissara si trova in zona di pianura e coincide con la parte settentrionale della Pianura Padana Veneta che presenta l’aspetto tipico della bassa pianura alluvionale a cui appartiene stando a cavallo della fascia delle risorgive.
Essa è percorsa dal torrente Orolo, nonché da una fitta rete di rogge, scoline e canalette utilizzate per scopo irriguo e per lo smaltimento delle acque meteoriche.
Il restante 30% del territorio è suddiviso, dal punto di vista geomorfologico, in area di piana fluviale di fondovalle pedecollinare per un 7% e per un 23% in area collinare facente parte del margine orientale dei Lessini Meridionali Vicentini.
Questi rilievi collinari limitano tutto il settore occidentale del territorio di Costabissara.
Il complesso collinare dei Lessini risulta morfologicamente condizionato dalla natura litologica (calcari compatti) e dalla giacitura ad una serie di “altopiani” delimitati da profondi e ripidi versanti ed incisioni vallive.
I Lessini, come i vicini Berici, sono, a causa della natura carbonatica della roccia, interessati da forme di dissoluzione carsica; le uniche forme carsiche riconosciute cadono infatti in corrispondenza o in prossimità di brevi pianori: si tratta di alcune doline, in località Pignare, e di quattro cavità carsiche a sviluppo verticale che fungono da inghiottitoi per le acque meteoriche.
Il contorno del rilievo collinare presenta valli inizialmente molto incise per allargarsi rapidamente verso l’antistante pianura raccordandosi senza apprezzabili dislivelli morfologici. Le risorgive sgorgano copiose al limite orientale del comune ed alimentano costantemente delle piccole rogge di porta; negli ultimi anni, però, a causa dell’abbassamento della falda freatica alcune risorgive risultano scomparse.

Vegetazione e fauna

I boschi di latifoglie presenti nei territori collinari della provincia di Vicenza ricadono nella Regione Forestale Avanalpica, comprendente una fascia discontinua di territorio delimitata a Nord dal confine esterno della regione esalpica e a sud dalla pianura pedecollinare e pedemorenica.
L’area include i versanti che scendono dai primi rilievi prealpini prospicienti la pianura, nonché i vari sistemi collinari, di diversa natura geologica.
Nei versanti delle catene prealpine occidentali e orientali con prevalente esposizione meridionale trovano maggior diffusione i castagneti, gli ostrio-querceti e gli orno-ostrieti.
Il settore collinare, si presenta ricco di differenziazioni micromorfologiche e stazionali rispetto alle zone pianeggianti circostanti, per cui ospita una vegetazione assai variegata anche se estremamente disturbata dall’attività antropica.
Questa è la zona dei querco-carpineti collinari, la cui estensione complessiva risulta alquanto ridotta rispetto a quella potenziale, in conseguenza dell’espandersi delle colture agrarie e degli insediamenti abitativi.
Si tratta di boschi dalla composizione poco varia (querce, carpini, ornelli, noccioli, aceri..) che vegetano spesso in condizioni di degrado e di abbandono che li hanno trasformati in boscaglie impenetrabili.
A causa della vicinanza degli insediamenti umani, sono stati grandi lo sfruttamento e l’alterazione che questi popolamenti hanno subito, soprattutto per la produzione di legna da ardere e di materiali per l’agricoltura.
Nelle stazioni più fresche, dove prevalgono suoli più profondi e umidi e nelle vallecole più riparate, il bosco conserva una maggiore varietà e ricchezza di specie e quindi si riscontrano anche Quercus petraea, Tilia cordata, Carpinus betulus con un corredo arbustivo ed erbaceo di specie tipiche di stazioni temperate.
Le essenze arboree che maggiormente sono presenti sul territorio sono: Ostrya carpiniofolia o carpino nero, specie caratteristica delle zone collinari temperate e temperato-fredde e trova il suo ambiente ideale sulle pendici soleggiate e su suolo calcareo.
E’ considerata una delle specie pioniere più preziose.

- Acer campestre o acero campestre: è un elemento costante nei boschi di latifoglie, su terreni calcarei e calcareo-argillosi.
- Fraxinus ornus o orniello: si adatta anche ai terreni superficiali essendo una specie rustica.
- Ulmus campestris o olmo campestre: la sua diffusione è stata ostacolata dalla malattia crittogama della “grafiosi”.
- Castanea sativa o castagno comune: presumibilmente diffuso dall’uomo, è un albero dotato di notevoli incrementi se governato a ceduo.

Il sottobosco, ricco e vario, diventa a tratti impenetrabile, a causa del fitto intreccio formato dal biancospino, dal pungitopo, dal nocciolo, presente in alcune zone in ceppaie di notevoli dimensioni.
Tra i mammiferi è frequente l’incontro con la volpe, che oggi si trova a lottare per la sua sopravvivenza contro l’avversione dell’uomo, il territorio è popolato anche da piccoli gruppi di caprioli.
Il capriolo, animale agile e schivo facente parte della famiglia degli ungulati, esce nelle radure solo il mattino e la sera, ma rifugge il contatto con l’uomo, si ciba di gemme ed erbe tenere; imaschi sono riconoscibili dai palchi ossei terminanti con tre punte a coltello, i piccoli del capriolo vengono tenuti in luoghi riparati da soli per quindici giorni, ma la madre va regolarmente ad allattarli; appena possibile i piccoli seguono la madre al pascolo e cominciano la lotta per la sopravvivenza.
Tra la famiglia dei mustelidi è facile veder fuggire qualche faina e qualche donnola, nel territorio sono inoltre presenti lepri e caprioli e tra i micromammiferi si annoverano scoiattoli, moscardini e ghiri.